
Un progetto per rafforzare la tutela della salute delle persone più vulnerabili
Sardegna Salute è un progetto finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027, promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna per rafforzare la tutela della salute dei richiedenti asilo, dei titolari di protezione internazionale e dei minori stranieri non accompagnati presenti nel territorio regionale. Il progetto è attivo dal 12 dicembre 2024 al 12 dicembre 2027.
L’obiettivo è costruire un sistema più efficace, uniforme e accessibile di presa in carico sanitaria, capace di rispondere in modo adeguato alle situazioni di maggiore fragilità e vulnerabilità, anche nei contesti dell’accoglienza.
Il partenariato
Il progetto è guidato dalla Regione Autonoma della Sardegna e coinvolge le ASL di Sassari, Sulcis, Ogliastra e Gallura. Nel partenariato privato è presente una RTI capofilata da IAL Sardegna, con ISFORCOOP, Studio e Progetto 2 e La Carovana. Il Piano annuale Immigrazione 2025 della Regione indica inoltre IAL Sardegna come partner privato del progetto.
Per IAL Sardegna, la partecipazione a Sardegna Salute si inserisce in un lavoro più ampio di connessione tra inclusione, servizi, competenze, orientamento e reti territoriali, in collaborazione con istituzioni pubbliche e soggetti del territorio. Questa è una deduzione coerente con la natura del progetto e con il ruolo attribuito a IAL nel partenariato.
Cosa fa il progetto
Sardegna Salute interviene su più livelli, con l’obiettivo di migliorare non solo l’accesso ai servizi sanitari, ma anche il coordinamento tra i soggetti coinvolti e la capacità del sistema regionale di riconoscere e gestire precocemente le situazioni di vulnerabilità.
Le attività si articolano in sei aree di intervento:
1. Governance regionale e territoriale
Il progetto prevede la definizione di strumenti condivisi tra Regione, ASL e attori del territorio, attraverso Piani Attuativi Aziendali e tavoli di coordinamento regionali e territoriali, per rendere più omogenee le procedure e le modalità di presa in carico.
2. Unità mobili multidisciplinari
Sono previste unità mobili di supporto per raggiungere strutture di accoglienza e servizi territoriali, offrendo interventi sanitari, individuazione precoce delle vulnerabilità e orientamento verso i servizi specialistici.
3. Mediazione linguistico-culturale
Il progetto rafforza i servizi di mediazione linguistico-culturale, fondamentali per migliorare la comunicazione tra servizi sanitari e utenti stranieri, facilitare l’accesso alle cure e rendere più comprensibili procedure e documenti.
4. Formazione degli operatori
Una parte importante del progetto è dedicata alla formazione degli operatori sanitari e del Terzo settore, per rafforzare le competenze necessarie alla presa in carico di persone vulnerabili nei contesti dell’accoglienza e dei servizi territoriali.
5. Ricerca e analisi dei bisogni
Il progetto comprende anche una ricerca regionale finalizzata a mappare i servizi esistenti, individuare buone pratiche e rilevare i bisogni sanitari e formativi delle strutture di accoglienza, delle ASL e dei destinatari.
6. Interventi per i casi più vulnerabili
È prevista una sperimentazione dedicata alle situazioni più complesse, con particolare attenzione a donne, minori e persone altamente traumatizzate, anche attraverso servizi specifici e supporto multidisciplinare per la certificazione medico-legale nell’ambito del diritto d’asilo.
A chi si rivolge
Il progetto si rivolge a richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, compresi i minori stranieri non accompagnati, presenti in Sardegna e nei sistemi di accoglienza del territorio. Alcune azioni operative attivate dalla Regione hanno riguardato in particolare gli ospiti dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), con l’obiettivo di favorire la presa in carico sanitaria, migliorare l’accesso ai servizi e garantire l’accesso alle visite specialistiche.
Perché è importante
Sardegna Salute affronta un punto decisivo che troppo spesso viene trattato in modo marginale: la salute come condizione concreta di inclusione. Senza accesso ai servizi, senza mediazione, senza presa in carico precoce e senza coordinamento tra sanità, accoglienza e territorio, l’inclusione resta una formula vuota. Questa impostazione emerge in modo chiaro sia dalla descrizione ufficiale del progetto sia dagli obiettivi definiti dalla Regione.
Il valore del progetto sta proprio qui: costruire un modello più strutturato, capace di tenere insieme salute, dignità della persona, prossimità dei servizi e responsabilità condivisa tra istituzioni e partner territoriali.
L’impegno di IAL Sardegna
All’interno di questo percorso, IAL Sardegna contribuisce alla realizzazione di un progetto che mette in relazione tutela della salute, inclusione, formazione degli operatori e rafforzamento delle reti territoriali. La presenza di IAL nel partenariato conferma una linea di lavoro orientata a sostenere interventi integrati, nei quali i servizi alle persone si costruiscono attraverso la collaborazione tra istituzioni pubbliche, sistema sociosanitario e soggetti del privato sociale.

